Lasciate cadere qui il file che avete — Excel, Word, LibreOffice, CSV, HTML — e da quel momento assenze, sostituzioni e comunicazioni ai docenti lavorano sul vostro orario.
Dentro ci deve essere una tabella: la griglia stampata (i giorni in colonna, un blocco per classe o per docente) oppure un elenco di lezioni. Provato su un file vero pubblicato da una scuola — la stampa di ZonabitOrario: 54 classi e 1.080 lezioni, lette tutte. Degli altri programmi leggiamo la forma che documentano, e se il vostro file non entra ce lo segnalate qui sopra: è così che impariamo. Il PDF no: dentro non c'è la tabella, ci sono i caratteri con le loro coordinate, e le colonne si potrebbero solo indovinare.
Non serve mettere in ordine le colonne, né rinominarle, né scegliere un separatore:
il file si legge com'è. Se c'è una colonna Plesso ne teniamo conto per
distinguere due classi che si chiamano allo stesso modo in due sedi.
L'orario entra in griglia e si corregge a mano come sempre. Le lezioni di cui non riconosciamo il docente entrano lo stesso, marcate «da assegnare». Quando quel docente risulta abbinato alla materia di quella classe — lo scrivete in «Ore per Materia», arriva dal vostro foglio Google, oppure lo trova l'AI con «Abbinali tu» — nella Griglia della classe compare il tasto «Porta i nomi in griglia», che li fa scendere nelle celle senza rigenerare: le correzioni fatte a mano restano dove sono. Da quel momento le sostituzioni lavorano sul vostro orario.